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Provate ad assaporare l'introduzione della Storia di Lucignano, ultimo lavoro del mio amico Guido Perugini, ...

"... Non è facile presentare in poche righe Lucignano. Tracciarne il profilo o raccontarne la storia; presentarlo in pochi semplici tratti, quasi fosse un'opera pittorica. Lucignano è in realtà qualche cosa di più di un luogo a noi caro: esso è un segno preciso di una identità che è allo stesso tempo elemento insostituibile di riconoscimento dell'appartenenza a una comunità ben definita e straordinario legame con la propria terra e con i suoi ritmi. Di fatto, questo piccolo borgo medievale, posto sulla sommità di un dolce colle della Val di Chiana, giusto al confine tra le province di Arezzo e Siena, che il sole sorprende dal primo mattino e il vento accarezza, costituisce una sorta di rifugio dell'anima, prima ancora che centro di vita. Le sue strade strette a forma ellittica, le pietre squadrate delle case, la geometria sapiente della sua pianta urbanistica, i colori e i suoni dei suoi spazi incantati sono un preciso, costante riferimento a una idea di luogo fantastico, in cui convivono in perfetta simbiosi il costante richiamo della memoria e il pungolo sagace dell'orgoglio di vivere in un posto come questo. Lucignano è dunque un sogno che diviene per incanto realtà: basta entrare nel suo centro abitato, oltrepassare le antiche porte e introdursi lungo le vie e le piazze che conducono sino alla sua sommità, dove - quasi per uno strano gioco di allegorie, che poi tanto strano non è - sono presenti i simboli dei due eterni poteri: quello religioso, con le Chiese Monumentali della Collegiata di San Michele Arcangelo e di San Francesco e quello civile, ben rappresentato dall'antico, maestoso Palazzo Pretorio. Ma se proprio è necessario trovare un solo motivo per spiegare a chi ancora non conosce questo paese, allora si può dire molto semplicemente che Lucignano è una sorta di trionfo del gioco delle allegorie: qui, tutto pare in perenne apparente contraddizione; qui, di fatto, tutto si recupera in un sottile percorso circolare che nasconde gli opposti e li annulla in un viluppo di magie affatto scontate... E allora, è davvero possibile scambiare questo luogo di sogno, questa terra di incanti sommersi e di autentiche sorprese, con l'ultimo utile retaggio dei simbolismi. Basta entrare nel piccolo grazioso Museo Comunale, ammirare accanto ad autentici capolavori di arte senese il celebre Albero di Lucignano, un reliquiario a foggia di albero dalle dimensioni inusitate, prodotto straordinariamente riuscito della migliore tradizione orafa locale, contornato di splendidi coralli e di altre preziosità, che ne fanno un'opera artistica più unica che rara. Ebbene, nella cuspide dell'Albero (così ben augurante - secondo una leggenda ancora in voga - alle coppie in procinto di sposarsi), il trionfo dell'allegoria si esplicita perfettamente nella riproduzione del pellicano e del suo mito millenario. Se poi facciamo pochi passi ed andiamo nell'attigua Chiesa di San Francesco, scopriamo allora un eccezionale affresco attribuito a Bartolo di Fredi, sommo pittore di scuola senese attivo anche a Lucignano, dove il motivo allegorico domina incontrastato nella lucida, drammatica rappresentazione della Morte (dipinta con le sembianze di un cavaliere) pronta ad infierire su giovani ignari, nonostante l'invito pressante di anziani disposti a chiederne l'ultimo, fatale sostegno. Lucignano, dunque, come luogo dell'anima. Paese di sogno e di vita, in un gioco magico di magiche contraddizioni, che il tempo rimanda in eterno...

La storia millenaria di antichi paesi come questo si mescola e quasi si confonde con la testimonianza palese di una presenza religiosa tanto discreta quanto fascinosa. E Lucignano, con quella sua caratteristica forma concentrica che sembra tradire ad ogni momento un richiamo continuo ed avvolgente verso la sommità, con l'episodio monumentale della Collegiata tardo cinquecentesca (la quale riassume e sintetizza - nella celebre immagine del sagrato ellissoidale - la storia e la forma urbana del paese) vive effettivamente questa particolare "comunione", questa specialissima tensione verso l'Alto, incontro al Mistero... In realtà, un grande critico d'arte ha definito qualche tempo fa Lucignano come uno degli ultimi esempi di "luoghi de l'aura", intendendo forse con ciò significare e la bellezza del posto e l'unicità sacrale della sua conformazione, avvertita soprattutto come fatto emozionale, quasi luogo deputato per riflessioni acute e sofferte, forse profetiche.... Di certo, le tracce evidenti di questo rapporto senza soluzione di continuità tra realtà civile da un lato e presenza religiosa (magari anche nelle sue forme palesemente devozionali) dall'altro sono numerosissime ed articolate. Cosicché la storia di questo paese si integra perfettamente con fatti e circostanze in cui il ruolo e la funzione dell'Alto Magistero hanno un rilievo costantemente significativo nella millenaria vicenda della comunità lucignanese

... Poetico. Vero! Se siete interessati a leggere l'intera opera, che spazia dalla storia, all'arte al folklore di Lucignano dovrete attendere, ancora non è stata pubblicata

 

 

 

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